"Sei il colore che non ho / e non catturero' /
ma se ci fosse un metodo / vorrei che fosse il mio /
fanne quel che vuoi, di noi / me l'hai insegnato tu /
se c'e' una cosa che e' immorale / e' la banalità ".
Afterhours
Passerini il colore ce l'ha, l'ha sempre avuto, ed ha trovato il metodo per catturarlo.
Di formazione poliedrica, mastro artistico e scultore, Passerini e' riuscito a trovare il bilanciamento espressivo migliore per raccontare.
Attraverso una sintesi volumetrica basata sull'equilibrio e la distribuzione dei tre colori primari - rosso, giallo e blu - e dei loro complementari - viola, verde e arancione - ha costruito la tavolozza piu' equilibrata per i suoi soggetti, che tutto vogliono tranne l'essere descritti in modo naturalistico attraverso un colore reale, ma piuttosto ascrivibile alla sfera emozionale di descrizione del soggetto.
Protagoniste dei suoi quadri sono donne, Muse, amiche che l'hanno colpito e gli hanno lasciato qualcosa degno di essere raccontato con il suo pennello.
Negli sfondi e nelle linee dinamiche e' vicino all'estetica futurista di Depero, creando una costruzione geometricamente armoniosa; osservandoli ci fa venire in mente anche gli esperimenti d'avanguardia dei russi, tra i quali, il più vicino agli sfondi di Passerini non è, come solitamente accade il più famoso Malevich, ma la meno conosciuta Lyubov Popova, la cui sensibilità è riuscita a rendere le sue colorate costruzioni volumetriche meno drastiche e più coinvolgenti.
Nella descrizione delle figure invece, l'artista, è ben lontano dal clima fervido della pre-rivoluzione russa per abbracciare uno stile di indagine degno del pittore più intimista. Le sagome, i volti, le figure, i tratti sono morbidi e lasciano trasparire una metafisica romantica. Pose non convenzionali e tagli particolari che di solito è più consueto trovare in fotografie, oltre a indicare la passione dell'artista anche per quest'arte, rendono i soggetti sospesi in un momento eterno.
Dai primi lavori, più schematici e meno naturali, Passerini ha raggiunto un tratto dinamico e spontaneo: riapre l'archivio della memoria, quello delle sensazioni, fugaci o durature, quello degli affanni, centrifuga i particolari che gli interessa descrivere, aggiungendo un pizzico di maestranza artistica et voilà!
In fin dei conti un ricordo ogni volta che ci sovviene risulta patinato da un colore dettato dall'esperienza, una fotografia-souvenir nella nostra mente è filtrata, come nella trilogia cinematografica di Kieślowski, da colori che ci ricordano l'umore del momento vissuto: in questo modo Passerini dipinge, stratificando il vissuto ed i suoi colori con le tinte del presente e della sua personalissima arte.
Michela Malisardi
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'Quando sulla tela metto un verde, non è detto che sia erba;
quando metto un blù, non è detto che sia cielo'.
H. Matisse
"Una sintesi cromatica nuova ed accattivante.
Figure di donna definite con tratti netti e veloci pennellate.
Nei quadri di Alessandro Passerini vi è più del semplice colore. Dentro alle varie tonalità cromatiche c'è una profonda conoscenza delle persone ritratte che si riversa sulla tela con un'immediatezza e una delicatezza puramente romantica. Sono un dono che egli regala a queste sue Muse.
Si è attratti dalle sue opere in modo inconscio. Ci chiediamo il perché. Per avere la risposta basta chiedere all'autore di raccontarci la storia dietro ai suoi dipinti, e vi racconterà chi è la persona ritratta e perché appare così intensa sulla tela. Con fare da cantastorie ci si immerge nelle passioni che hanno dato vita ai suoi quadri e comprendiamo il perché quell'immagine ci ha così attratti. Storie di notti rubate, danze nel Regno dei Sogni e serenate ad un Piccolo Fiore.
Certe passioni, forti, intense, frenetiche, non le si possono tenere bloccate dentro. Passerini le tramuta in colore. Mentre dipinge si lascia pervadere da chi ha ispirato l'immagine che gli si è fissata con forza nella mente, e lascia che il resto vada da sé. Stupisce quando afferma che al di la della composizione che c'è alla base dei sui dipinti spesso non si rende conto di quel che sta creando fin quando non ha dato l'ultima pennellata e non ha lasciato passare qualche giorno. Solo allora riesce a vedere il suo lavoro.
Paradossalmente i suoi quadri nascono dall'istinto, quindi, ma non si tramutano in composizioni astratte o materiche, bensì in un accostamento di colori che negli sfondi ricorda la scuola futurista e cubista, mentre nei ritratti ritroviamo reminiscenze del più tipico figurativo italiano, con una strizzata d'occhio ai maestri contemporanei americani. La sua è una tecnica personale assimilata negli anni trascorsi in giro per l'Italia sperimentando e approfondendo diverse realtà artistico/esecutive del territorio.
Il risultato è una pittura nuova, non ancora vista o sperimentata, e proprio per questo di difficile classificazione.
La strada da percorrere è ancora lunga, e Passerini l'ha appena imboccata, ma già se ne intuiscono le innate potenzialità.
C'è da star certi che non mancherà di stupirci."
Elena Nacci Barbieri
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"Più che di pittura i lavori di Alessandro Passerini sembrano rimandare alle opere grafiche della migliore tradizione futurista dei nostrani Fortunato Depero, Giacomo Balla e Enrico Prampolini.
Le architetture di colori primari e complementari arricchiscono e riempiono le sue opere con un esplosione di luce e sensazioni. Ma nei suoi ritratti è presente anche l'elemento figurativo, che nulla ha a che vedere con le stilizzazioni e i cinetismi futuristi, e che anzi, pur se interpretati, derivano da una tradizione italiana ben più antica dei grandi maestri, e in parte dai maestri statunitensi.
Anche le sue donne si rivelano intense e luminose; anch'esse vestite di colori primari e complementari, spesso accostati in opposti cromatici, rendono queste figure femminili ancor più reali: le si può percepire al di là del semplice gesto pittorico.
Geometrico e figurativo, per nulla in contrasto fra loro, si fondono insieme in un nuovo modo di dipingere e creare opere grafiche.
L'utilizzo originale dei colori lo potrebbe incasellare in una 'New Pop Art', in un contesto artistico in cui nuove correnti e nuovi concetti nascono e muoiono in pochi secondi, ma per alcuni artisti, Alessandro Passerini compreso, si dovrebbe mantenere il concetto di non classificabile, per non sporcarne la brillantezza delle sensazioni."
Marilena Parissi
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"Dove porta l'amore?
…e il mistero della vita vorticosamente ricomincia.
Il senso dell'abbandono dolce e appassionato, delicato e malinconico, è poi presente nell'opera di Alessandro Passerini. Un bimbo poggia dolcemente la testa sulle ginocchia della propria madre, che lo guarda con amore infinito. I colori, forti e pieni, luminosi e quasi puri, vogliono qui sottolineare la pura vitalità di sentimenti ed emozioni che vanno al di là del tempo e dello spazio e appartengono di diritto a tutti gli esseri umani."
Gerardo Pecci
Critica all'opera 'FedeMaterna'
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La fantasia unita ad un equilibrio nello stendere i colori rimanda all'unione del figurativo e del metafisico.
Giuria del Premio Mecenate
Critica all'opera 'AlìCiccirinella'
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"Running to Stand Still";
opera costruita in maniera armoniosa e pregnante, ricca di segni e simboli quasi tesi a svelare i misteri del tempo e quelli della nostra esistenza.
Giulio Buonanno (Esperto d'arte)
Critica all'opera 'Running to Stand Still'
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Stile decisamente nuovo, accostamento fantastico di colori. Una geometria voluta calcolata, come i colori non scelti a caso; il desiderio di volere un mondo perfetto ed esprimerlo nelle proprie opere, molto belle, espressione personale unica. Grazie ad Alessandro per le emozione che ci regala.
Non c'è bisogno di leggere la firma in futuro per poter riconoscere Alessandro Passerini.
Marinosergio Calabrese
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Un'artista "nuovo", quindi, ma che pare avere tutta l'intenzione di imboccare una lunga e interessante strada che di certo non annoierà ne lui né chi sarà attratto dalla sua arte.
Non stupisce, a questo punto, il richiamo dell'Arte che lo vuole nel proprio calendario degli appuntamenti fra i sicuri emergenti, grandi maestri di Domani. Basta scorgere il suo viaggio itinerante nazionale ed internazionale, attuale e prossimo, gremito di appuntamenti, fra cui riluce quello alla Saatchy Gallery di Londra.
Rosa Di Santo Iorio
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Esta es una interesante pieza de arte, sin duda, y me gusta la persona con la pose de dormir, pero no es una persona como yo. Me gusta el arte debe ser agradable a la vista de alguna manera. En esta pieza, aunque existen los colores brillantes, est... Visualizza altroán en contradicción entre sí, choque de una manera grande. Es posible que esto es parte de un vitral, y esto podría explicar la misma. Esto no significa que otros pueden no amor esta pieza - que son ellos. Soy yo. Simplemente salpicaduras brillantes pinturas en gran cantidad no significa necesariamente hacer una obra maestra o artista y - hay que contar una historia, emociones y pensamientos para lograr una Mona Lisa.
Mary Katherine Day-Petrano
Critica all'opera 'EliSogna'
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"Giallo, rosso e blu.
Questi, si possono intendere come la base della cromia, sono un pò la sintesi del colore! Giallo, rosso e blu è anche il titolo della mostra allestita da Passerini. Ci vengono presentate una serie di figure femminili, tra le quali anche ritratti, allusioni, archetipi erotici.
Passerini sembra creare un album che raccoglie sensazioni, seduzioni: momenti vissuti, immaginati, ripensati anche; "speculati" fino quasi a cristallizzarsi. Sono varie tele, in cui compare solitaria la figura, il soggetto, l'idea. Tutte donne; rappresentate un pò come icone, e che difficilmente "guardano in camera"... direbbe un fotografo. E un po' come icone, sono veramente, esse vivono si manifestano in uno spazio astratto. Si, alcune hanno lo gli sfondi azzurro cielo, ma questi sembrano agire da elementi decorativi, più che sembrare luoghi. La figura femminile è presentata con una cromia sintetica (giallo, rosso, blu), pur essendo le varie fisionomie dei soggetti molto chiare, volendo quindi alludere al fatto che siano per la maggior patre ritratte conoscenti, rivelato anche dai titoli stessi delle opere.
L'autore sembra creare veramente un album di donne a lui care, al limite anche se alcune nemmeno esistono. Lo fa sfruttando il vantaggio della sua pittura; calma, meditata, vedasi come tratta lo sfondo, lo spazio in cui si svolge l'immagine; lo inventa di sana pianta, non è un ambiente reale: è una composizione atta ad accogliere le varie figure rappresentate ogni volta su queste "icone", "quadri", "manifesti", "cartoline"! Non fotografie, non sono paragonabili! All'autore non sarebbero state congeniali per ottenere ciò che andava cercando.
Passerini, ha tentato di fissare immagini in quanto portatrici di un'idea più che di un soggetto, tant'è vero che nel collezionare questo "album" (i pezzi esposti); per poterlo creare; è partito usando la fotografia (intima, immediata e documentaria), ma ad'essa non si è fermato. Il risultato, quello che ci è proposto: non sono polaroid estemporanee, ma dipinti carichi di colori, giochi (vedasi ancora una volta gli sfondi), evocazioni e forse anche significati. Questi quadri, trasudano il loro "esser sentiti" dall'autore, e come un album forse gli servono per ricordare o per fissarne il ricordo".
Ciro Mangalli
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(...) "Un piccolo viaggio ricco di colori e di ricerca spirituale come ci suggerisce anche l'illustrazione di copertina, estratto pittorico dell'artista Alessandro Passerini"(...).
Piero Vittoria
critica al dipinto 'AliSogna',
copertina dell'album 'Jagodà', di Andrea Castelfranato
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"Would you like to know who is Alessandro Passerini?
Alessandro has been a painter for a long while and from more than ten years he's been an active performer and expert both of visual arts and of plastic arts.
He received the title of 'Mastro' in Versilia, where he developed as a performer while working for contemporary and other artistic companies.
Alessandro has been an arts lecturer in several public and private schools and he is in charge of the development of the visual identity of different artist and musicians in Italy.
Recently, as a result of the combination of his multidisciplinary talents, he's been working as a scenographer and as a graphic designer responsible for two renowned publishing houses.
Often you'll find him trekking or climbing mountains, looking for inspiration, trying to get new ideas to feed his uncountable talents.
When you think of Alessandro you have to think in many other artists that have received his touch of creativity in order to be more accessible on the web, to have a better image, to transmit a more artistic feeling".
Daniel Cruz
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